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Impressioni dal DLC "London 1969" per GTA I: un'esperienza fresca dopo l'originale

Impressioni dal DLC "London 1969" per GTA I: un'esperienza fresca dopo l'originale

Il lancio di Grand Theft Auto VI è ormai alle porte, ma il giocatore appassionato ha scelto di immergersi nella storia originale della saga, partendo dai classici titoli PSX. In particolare, il contributor ha assegnato l'impresa di completare "Grand Theft Auto", il titolo del 1997, con l'obiettivo di ottenere tutte le Retro Achievements e formulare un giudizio finale sull'esperienza. La loro brutalità, e poi dedicarsi agli espansioni "London 1969" e "London 1961", fino ad ora trascurate. L'autore ha apprezzato particolarmente l'atmosfera unica offerta dal setting anni '60, descrivendolo come un respiro d'aria affresco rispetto alle sfide del gioco base. La mappa è stata definita ben realizzata e facile da orientalirsi, grazie a marcatori significativi e strade pensate per favorire il gameplay. Il DLC "London 1969" si distingue per i suoi quattro livelli: “Boys Will Be Thieves” (furto di uno scooter), “Mods and Sods” e “Chelsea Smile”, con una struttura simile al gioco base, ma arricchita da missioni incentrate su corse e consegne. Il gameplay è semplificato, con poche occasioni di combattimento ravvicinato e nemici facilmente sopraffattibili, soprattutto grazie all’uso dell’armatura e del lanciafiamme. Nonostante il divertimento, l’autore ha evidenziato la necessità di una guida per alcune missioni a causa dell’utilizzo di un linguaggio colloquiale britannico (“cockney slang”) che prevede rendeva ambigua la comprensione delle richieste. Il tempo stimato per completare il DLC si aggira tra le 3 e le 5 ore, a seconda del livello di abilità del giocatore. L'esperienza è stata vissuta su PSX, pur riconoscendo la superiorità delle versioni PC per l'esplorazione dei dettagli e delle meccaniche. Considerando la facilità con cui si risolvono le missioni in "London 1969", e il fatto che il contributor lo stia completando partendo da "Grand Theft Auto" del 1997, mi convince poco l'analisi di una scarsa difficoltà. Il gioco è chiaramente pensato come un'esperienza accessibile, quasi "giocattolo" per i tempi, piuttosto che una sfida vera e propria – cosa che si nota soprattutto nel contrasto con le brutalità di GTA I o persino di GTA IV. L’uso dell’armatura e del lanciafiamme, pur funzionale a ridurre la necessità di combattimenti diretti, sembra quasi un’invenzione per semplificare al massimo il gameplay, piuttosto che una conseguenza di scelte narrative o ambientali più complesse. La descrizione della mappa come "facile da orientarsi" è interessante; è probabile che Rockstar abbia fatto uno sforzo particolare nella progettazione dell'open world per renderlo intuitivo e immediato, un aspetto in cui i titoli originali di GTA, con le loro mappe meno chiare e la loro densità di elementi, spesso faticavano. Il riferimento al linguaggio colloquiale britannico ("cockney slang") è un altro punto chiave: sebbene possa aver creato confusione per il contributor, dimostra l'intento di creare una narrazione che fosse immediatamente comprensibile anche ai giocatori meno esperti, e forse in linea con l'atmosfera nostalgica degli anni '60. Il fatto che il tempo stimato per completare il DLC sia tra le 3 e le 5 ore suggerisce un'esperienza relativamente breve, forse eccessivamente focalizzata sulla meccanica di gioco piuttosto che sull'esplorazione o sullo sviluppo della trama. Resta da vedere se questa semplicità sarà un punto di forza o una debolezza quando si confronterà con le sfide poste dai capitoli successivi della saga – la prossima volta che si riprenderà il gioco, spero che ci saranno dei momenti più "seri".

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