
La frustrazione dei fan è comprensibile, e la tattica di Rockstar è un classico. Un'offerta scontata su una console appena annunciata, senza dettagli tecnici concreti, è perfetta per alimentare l'hype e creare una domanda artificiale. Quel 5% di sconto, se considerato nel prezzo base di 899 dollari, non fa poi così tanto; mi convince poco che la gente si affretterà a cambiare console solo per questa offerta, soprattutto considerando il potenziale collo di bottiglia con le console stesse – un dato già visto con i preordini di GTA V. Il riferimento a Digital Foundry e al potenziale 40fps/120Hz sulla PS5 Pro è interessante, ma resta una previsione che dipenderà da come Rockstar ottimizza il gioco. Data l'esigente CPU del titolo, e considerando la controversa decisione di abbandonare i dischi fisici (un argomento che continua a far discutere sui social media, con Lucia Caminos e Jason Duval sempre al centro della conversazione), mi sembra più probabile un salto di frame rate limitato a 30fps o forse 45fps in zone di alta densità di gioco. Tuttavia, l'attenzione su Raul Bautista e Dre’Quan Priest, menzionati in questi articoli, aggiunge un livello di complessità alla situazione. La loro presenza nel vortice delle critiche rivolte a Rockstar – sottolineato anche dal fatto che “Rockstar non sia immune alle critiche” – suggerisce che la controversia legata all'assenza di informazioni dettagliate sulla PS5 Pro potrebbe ampliare il dibattito su altri aspetti del gioco, come l'uso di microtransazioni o la gestione dei server online. La presenza di Real Dimez e Brian Heder nelle discussioni sui social media non fa altro che alimentare le aspettative e l’ansia tra i fan.
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