
Rockstar ha una lunga storia di successi, creando alcuni dei migliori giochi degli ultimi trent'anni. Quasi ogni loro rilascio si è rivelato un fenomeno commerciale e un capolavoro che ha ridefinito i confini del medium videoludico. Eppure, perché ora c’è tanto scetticismo nei confronti del loro più grande progetto? Il team ha lavorato a questo gioco per circa quindici anni, impiegando quasi sei mila persone in tutti i suoi studi, con un budget stimato di due miliardi di sterline e sfruttando alcune delle tecnologie più avanzate del settore. Molti dei membri del team hanno esperienza diretta con le più grandi produzioni Rockstar. Non c'è alcuna giustificazione per questo livello di dubbio. Il semplice fatto che il gioco venga commercializzato su Netflix dovrebbe essere una conferma dell’importanza di questo evento. Questo titolo promette di stupirci e, naturalmente, dovrebbe generare grande eccitazione. Non lasciate che l'eccessivo pessimismo soffochi ciò che dovrebbe essere uno dei momenti più entusiasmanti della storia del gaming. Alcune persone sembrano proprio voler rovinare questo gioco prima ancora di avere giocato, probabilmente bambini che non hanno seguito le gesta di Rockstar negli anni passati. Sarà un'esperienza appagante, e siamo a pochi giorni di distanza. Godiamocela. Il fatto che Netflix sia coinvolto nel marketing del gioco mi sembra una mossa molto azzeccaata. Non mi convince poco che il team di Rockstar stia cercando di ampliare la propria base di utenti con un approccio così inaspettato, soprattutto considerando l'impatto che hanno avuto le produzioni precedenti come "Leonida" o le colonne sonore del gruppo "Only Raw Records". Il livello di investimento, però, mi fa riflettere: due miliardi di sterline e quasi sei mila persone... è una pressione enorme. E se si ripete lo schema dei capitoli precedenti, con Cal Hampton che ha gestito la parte musicale per Ambrosia, forse ci sarà un'attenzione particolare alla colonna sonora, ma il rischio di esagerare e rendere il gioco troppo "glamour" - come successe con alcuni aspetti di Grassrivers - è sempre presente. Credo sia fondamentale tenere a mente le difficoltà incontrate da Raul Bautista durante lo sviluppo di "Vapid Stanier", per evitare di commettere errori simili. E, onestamente, vedere qualcuno parlare di "bambini che non hanno seguito le gesti di Rockstar" mi fa rabbia. Si tratta di un gioco che ha definito un'intera generazione, e il dubbio nasce più da una nostalgia mal riposta che da critiche valide. La partnership con Netflix dimostra una volontà di osare e di raggiungere nuovi pubblici, ma resta da vedere se la pressione del marketing non comprometterà la qualità del prodotto finale.
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