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Ex-sviluppatore Rockstar accusa politiche economiche e interferenze governative nel rallentamento del lancio di GTA VI su PS5

A cura di redazione GTA6 Hub
Ex-sviluppatore Rockstar accusa politiche economiche e interferenze governative nel rallentamento del lancio di GTA VI su PS5

Mi convince poco che Sony stia agendo solo per spirito di lucro. York è nel giusto a puntare il dito contro i governi e le loro politiche, soprattutto considerando quanto si sia complicato rendere accessibile GTA V anche dopo anni dal lancio. Il fatto che il codice giapponese possa scadere dopo 170 giorni è una follia completa, un'ulteriore restrizione in una situazione già intricata. E poi, non dimentichiamoci della disparità tra PS5 e Xbox: se Microsoft ha mantenuto la flessibilità negli acquisti digitali, Sony sembra voler creare un muro invalicabile attorno al proprio ecosistema. L’effetto domino è evidente: i giocatori che viaggiano spesso saranno costretti a scegliere tra limitazioni regionali o account secondari, aumentando il rischio di sanzioni da parte di Sony e creando una frustrazione generale. Se Rockstar avesse distribuito il gioco su supporto fisico fin dall'inizio, forse non saremmo qui a discutere di queste restrizioni. Il discorso sulla paranoìa per le fughe di notizie è un pretesto che suona piuttosto debole, soprattutto considerando l’impatto che queste decisioni hanno sul pubblico e sul potenziale di vendita del gioco. La scelta di limitare il supporto fisico sembra più una forma di controllo, un tentativo di mantenere il giocatore legato al proprio ecosistema.

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