
L’idea di un ciclo giorno-notte di due ore e ventiquattro minuti in GTA VI è decisamente ambigua. Da un lato, la lunghezza prevista – e il riferimento a “giornate realistiche e lunghe” – apre scenari di esplorazione molto più profondi rispetto a quanto abbiamo visto finora, soprattutto considerando l'impatto che avrebbe avuto su titoli come Vice City (dove la notte era quasi sempre un'esperienza claustrofobica e pericolosa). L’analisi del filmato con quella stima temporale di 61 secondi per minuto di gioco è interessante e suggerisce un’ottimizzazione significativa rispetto al ritmo frenetico dei precedenti capitoli, aprendo la porta a un’immersione nell’ambiente che, teoricamente, potrebbe rivaleggiare con i più grandi open world. Dall'altro lato, l'assenza di conferma ufficiale da Rockstar e il confronto con le stime precedenti (144 minuti per ciclo) sollevano dubbi sul livello di realismo inteso, soprattutto se si confronta con quanto emerso dal “porting” su GameCube di Vice City, dove un passaggio dell’orologio impiega solo 61 secondi. È chiaro che si tratta di un elemento in gran parte speculativo, e la durata del ciclo solare potrebbe essere stata modificata per ottimizzare l'esperienza di gioco o per raggiungere un determinato equilibrio tra esplorazione e progressione della trama, come sembra suggerire il presunto playthrough di 80 ore. Resta da vedere se questo timing influirà effettivamente sull’approccio all’esplorazione; al momento, resta una questione aperta e potenzialmente frustrante per chi si aspetta un’esperienza più autentica e lenta, in linea con la vision originale di Rockstar, o se sarà sfruttato a vantaggio della fruizione rapida delle fasi principali.
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