
Ricchio fa un punto interessante sul "riciclo" di contenuti, e non è la prima volta che si sentono voci in questo senso. Non mi convince del tutto l'immagine di Rockstar che scava attivamente negli archivi di GTA 4 per il nuovo gioco – sembra più una questione di consolidamento di elementi già esistenti piuttosto che un recupero diretto. E’ vero, il divario tecnico tra RAGE e la nuova engine su cui sta lavorando Rockstar è enorme, e questo potrebbe spiegare perché si orientino a sfruttare al massimo ciò che hanno già fatto. Quello che mi fa pensare, però, è questa enfasi sulla "mentalità interna orientata all’innovazione". Non mi stupirei se, dietro quella facciata di innovazione, ci sia una strategia più pragmatica: il motore RAGE è stato sviluppato per GTA V e ottimizzato per quel titolo. È molto più efficiente riadattare parti del codice esistente che reinventare tutto da zero. Ricchio accenna a una pratica comune, ma gli effetti a livello di mercato sono amplificati dalla consapevolezza che quasi ogni studio sta pianificando le sue release attorno all'uscita di GTA 6. Come dice quello sviluppatore di "A Plague Tale Legacy", “All the studios in the world were thinking about it”, e questo crea una sorta di competizione per l'attenzione del giocatore, che potrebbe essere dannosa per tutti i titoli indipendenti o meno bloccati nella coda delle priorità. È un fattore da tenere presente, soprattutto in relazione alle critiche che sta ricevendo il gioco: un titolo con quel potenziale di attrazione pubblica è destinato ad avere uno sguardo particolarmente impattante sull'industria.
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