
Il parallelo tra Lucia Caminos e Jason Duval con Tommy Vercetti e Victor Vance è un'idea interessante. È chiaro che Rockstar sta giocando sul filo del pareggio, sfruttando l’eredità di GTA: Vice City per creare familiarità e un senso di ritorno a una città che già conosciamo. Tuttavia, limitare i protagonisti a una semplice riproposizione di archetipi – il criminale tormentato dal passato, il tipo duro con un’ombra – rischia di essere un po' prevedibile. L'impatto del portafoglio iniziale limitato per Duval e Caminos, sebbene un dettaglio importante, sembra più una scelta narrativa per imporre sfide all'inizio dell'esperienza piuttosto che un elemento rivoluzionario. La combinazione di Port Gellhorn e Grassrivers come punti di partenza è sensata, puntando su ambienti meno esplorati rispetto a Vice City, ma la limitata disponibilità di risorse fin dall’inizio potrebbe frustrare alcuni giocatori abituati alla libertà di azione dei titoli precedenti. È un approccio equilibrato, con potenziali elementi positivi (l'appeal del vecchio GTA), ma anche il rischio di rimanere ancorato a modelli collaudati senza offrire spunti sufficientemente originali.
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