Rockstar Games continua a stupire con le premesse di GTA VI, promettendo un salto tecnologico paragonabile a quello già compiuto da Red Dead Redemption 2. Un'analisi approfondita del Trailer 2, condotta da Digital Foundry, evidenzia un comparto tecnico di altissimo livello, caratterizzato da illuminazione globale in ray tracing, una densità di oggetti a schermo senza precedenti e una resa dei dettagli corporei estremamente realistica. L’illuminazione è stata al centro dell'attenzione: il team di Digital Foundry ha notato l'utilizzo di RTGI e la progettazione del gioco che sembrava mirata a sfruttare appieno questa tecnologia, in linea con il comportamento della ray tracing nella versione PC di GTA 5 (2015). Pur con margini di miglioramento, l’applicazione del ray tracing si concentra sui riflessi, mentre l'utilizzo per le ombre è più limitato, affidandosi a una tecnologia simile a quella impiegata in Red Dead Redemption 2 e GTA 5. La densità di oggetti a schermo, la draw distance e soprattutto la gestione della peluria e dei capelli sono elementi che spiccano per la loro cura e attenzione ai dettagli. Linneman ha sottolineato l'importanza data alla resa dei peli sulle braccia di Jason Duval, spesso trascurati dagli sviluppatori, così come la fisica realistica dei capelli di Lucia Caminos. Si prevede anche il ritorno della meccanica della crescita di capelli e barba già vista in Red Dead Redemption 2. La classificazione ESRB conferma la presenza di violenza, nudità e contenuti sessuali nel gioco, in linea con le aspettative generate dal trailer e dalle prime indiscrezioni. Data l'estrema cura per i dettagli grafici e le elevate prestazioni richieste, sembra improbabile che GTA VI raggiunga i 60fps su console, mentre una versione Nintendo Switch 2 appare praticamente impossibile. La classificazione ESRB, insieme all’analisi di Digital Foundry, confermano un approccio di Rockstar Games volto a spingere i limiti tecnici delle console di nuova generazione. L'attenzione maniacale ai dettagli visivi, culminata nella resa impeccabile della peluria di Jason Duval e dei capelli di Lucia Caminos – un aspetto spesso trascurato in altri titoli della saga – è un segnale estremamente incoraggiante. La combinazione di ray tracing (seppur con le sue limitazioni), una densità di oggetti a schermo senza precedenti e l'adozione di meccaniche già collaudate in Red Dead Redemption 2 suggerisce che GTA VI non si accontenta di essere un sequel, ma mira ad elevare gli standard del genere open-world. L’impossibilità di raggiungere i 60fps su console e la probabilità di assenza di una versione Nintendo Switch 2 rappresentano, per ora, delle limitazioni tecniche che non compromettono l'impressione generale di un titolo ambizioso e tecnicamente avanzato.
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