
Quello che mi colpisce è la distanza tra l’ambizione originale e il risultato finale. Vermeij descrive un "disastro" per via della complessità, ma è proprio questa ambizione a spingere Rockstar a investire in modo tale da creare una Port Gellhorn che sembri non solo vivida, ma reale. Il fatto che i pedoni artificiali di sempre siano stati sufficienti al franchise mi fa pensare che la sfida principale non sarà replicare un'intera vita urbana, ma piuttosto colpire quel senso di routine e presenza, quell’illusione che rende le città GTA così irresistibili. Considerando il sondaggio PlayStation 5/Xbox Series X/S con una netta predominanza, è chiaro che Rockstar punta a sfruttare al massimo la potenza di elaborazione di queste console per raggiungere questo obiettivo. E, francamente, non mi sorprenderebbe affatto se, dopo anni di lavoro, si trattasse più di un'illusione sofisticata che di una vera simulazione: il focus rimane sulla creazione di un ambiente credibile, con i dettagli che contano tanto quanto la simulazione della vita cittadina. La vicenda di Bogue, con le oltre sessanta audizioni, è inquietante. Il fatto che non lo abbiano preso nemmeno come comparso, e che addirittura abbia dovuto chiedere a gran voce una parte, fa pensare che il team voglia davvero un'immersione totale, quasi ossessiva, nel ruolo degli NPC. E mi chiedo se questo, alla fine, non rappresenti la vera difficoltà: non replicare la città, ma rendere gli abitanti credibili al punto da far dimenticare al giocatore che si sta giocando a un videogioco.
Articoli correlati
Commenti (0)
Nessun commento ancora. Primo tu.