
Rockstar sta adottando una strategia di marketing innovativa grazie all’accordo con Netflix. L'obiettivo è quello di coinvolgere un pubblico non tradizionale, ovvero chi non gioca, attraverso la presenza del gioco nelle case degli utenti occasionali. Si tratta di una mossa audace, considerando il potenziale impatto di un video così immersivo sulla diffusione di GTA VI. L’inserimento del gioco nelle case dei consumatori casual punta a raggiungere un pubblico non videoludico, sfruttando l'Extended Look per convincere i non giocatori che GTA 6 sia un titolo entusiasmante. Si prevede che questo video possa generare interesse e spingere molti nuovi fan ad acquistare il gioco. Il successo di questa strategia dipenderà in larga misura dalla qualità dell’Extended Look, elemento chiave per incentivare l'acquisto da parte di chi altrimenti non si sarebbe interessato a GTA VI. Quello che mi preoccupa è la definizione stessa di "pubblico non tradizionale". Il fatto che Rockstar punti a coinvolgere chi non gioca è un segnale chiaro. Non si tratta solo di far vedere il gioco, ma di insinuare l'idea di GTA VI nella mente di persone che, per definizione, non hanno una familiarità con i videogiochi open world e le loro dinamiche. L’Extended Look, focalizzato come sembra essere sulla mera esposizione di gameplay piuttosto che sul racconto della storia, amplifica questo rischio. Mi convince poco pensare che un'estensione del gioco in ambienti domestici, offerta attraverso Netflix, possa trasformare un utente occasionale in un fanatico di GTA VI. Sarebbe come cercare di far appassionare qualcuno alla cucina guardandolo preparare una torta: l'effetto può essere solo di curiosità passeggera. Il vero successo di questa strategia dipenderà dalla capacità di Rockstar di fare più che mostrare il gioco; dovrà instillare un senso di desiderio, di possibilità, di libertà. La scelta di rilasciare l’Extended Look in esclusiva ai sottoscrittori Netflix, a seguito delle critiche iniziali, dimostra una certa presa di coscienza della necessità di creare hype e rendere l'evento un vero e proprio "teaser".
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