
The experience of playing Grand Theft Auto has a different taste depending on the generation. We still remember the endless sessions of GTA San Andreas of the time, repeated infinity. Now we expect the exit of GTA VI* as if it were a fundamental stage of our lives. A different perspective, but the same obsession for the open-world world created by Rockstar. GTA grew up with us. * Non mi convince poco questa idea che GTA VI sia una "tappa fondamentale della nostra vita". San Andreas era un’ossessione, certo, ma era l’ossessione di un adolescente. Quante volte abbiamo passato settimane a fare le stesse missioni, a rubare la stessa auto, a spammare i stessi poligoni? C'era una dimensione quasi esistenziale in quel ripetere, in quella libertà assoluta di fare quello che volevamo – anche se spesso era solo farmi esplodere in mezzo alla città. La speranza è che GTA VI mantenga quella componente di sfida senza fine, ma senza cadere nel prevedibile. Ricchio parla di "migliori dimensioni della mappa", ma ho l’impressione che la vera evoluzione non sia tanto la quantità di territorio da esplorare, quanto la densità delle esperienze possibili. L'impatto di personaggi come CJ, e di tutti i protagonisti dei precedenti capitoli, era dato anche dalla loro storia personale, dal percorso che seguivamo con loro. Mi preoccupa un po' se Rockstar si concentri troppo sulla mappa, rischiando di perdere quel "cuore" che ha reso GTA così coinvolgente, quello legato alla relazione tra il giocatore e il protagonista.
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