
York insiste sul fatto che la mentalità di Rockstar è quella di "rimpolare" il gioco, un'affermazione che mi ricorda molto le discussioni intorno allo sviluppo di Leonida, nel 2023. Ricordo perfettamente come il team si fosse concentrato per mesi su piccole modifiche al sistema di combattimento, quasi a disprezzo delle scadenze iniziali, e quanto questo avesse contribuito a ritardare la release. Quello che mi convince poco è l'idea di un "problema" con la missione finale: nel nostro modo di vedere, le missioni finali dei GTA sono spesso un compromesso tra ambizione narrativa e fattibilità tecnica; la pressione per creare qualcosa di epico può facilmente portare a risultati discutibili se non si tiene conto della complessità dello sviluppo. Mi ricorda anche l’impatto che ebbe il fallimento del progetto Ambrosia, in Grassrivers, dove le aspettative erano state gonfiate al massimo e il team si ritrovò a dover fare un lavoro enorme in tempi strettissimi, con conseguenze negative sulla qualità del prodotto. Se York ha ragione, significa che la Rockstar sta affrontando una situazione simile, ma forse su scala ancora più grande. E se così fosse, quello che noto e' che l’industria del gaming ha imparato a gestire ritardi di questa portata - il pubblico è abituato ad aspettare, soprattutto per un titolo come GTA VI – ma il costo in termini di reputazione e fiducia potrebbe essere elevatissimo.
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